Tassi TULB art. 117

La questione dei tassi ART. 117 tub

Se le pattuizioni relative ai tassi di interesse (o in generale le pattuizioni) sono illegittime, o comunque, non sono rintracciabili sul contratto a suo tempo stipulato …… si dovranno applicare le norme si cui alla legge 154/92 riversate nell’art. 117. comma 7 lett. A del TUb (contratti post legge 154/92).

“In caso di inosservanza del comma 4 e nelle ipotesi di nullità indicate nel comma 6, si applicano: a ) il tasso nominale minimo e quello massimo dei buoni ordinari del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del tesoro, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive;…”.

Dovrà essere applicato, pertanto, dal perito, il tasso nominale minimo dei BOT per le operazioni bancarie attive e quello massimo per le operazioni bancarie passive.

Anche sulla distinzione tra operazioni attive e passive la giurisprudenza si è spesa in differenti interpretazioni; si ritiene che le passive siano quelle di raccolta di fondi che generano interessi passivi, mentre che le attive siano quelle di impiego che determinano la formazione di interessi attivi ed altro.

1) operazioni di raccolta fondi con cui la banca si procura i mezzi monetari necessari alla sua funzione di intermediazione creditizia, dette anche OPERAZIONI PASSIVE in quanto la banca diventa giuridicamente debitrice verso coloro che le forniscono i mezzi; esse determinano il sorgere di costi, costituiti da interessi passivi.

2) operazioni di impiego fondi con cui la banca utilizza i mezzi in suo possesso, dette anche OPERAZIONI ATTIVE in quanto la banca diventa giuridicamente creditrice verso coloro che la finanziano; esse determinano il sorgere di ricavi, costituiti da interessi e commissioni attive, e comportano un rischio che la banca limita attraverso un’oculata selezione dei clienti, un’attenta valutazione delle garanzie ricevute (Astolfi – Negri “Tecnica Bancaria” 1987 pag. 92-93 – copia allegata).

Quindi, correttamente, il Giudice prima, nella formulazione dei quesiti, ed il CTU dopo, nella risposta ai quesiti, devono applicare il tasso dei Bot massimo, ove si tratta di operazioni bancarie passive, cioè nelle “operazioni di raccolta fondi”, con cui la banca si procura i mezzi monetari necessari alla sua funzione di intermediazione creditizia, pagando interessi ai clienti.

Applicherà il tasso minimo alle operazioni che generano pagamenti di interessi dal correntista alla banca.

Ma ad oggi (alla data del ricalcolo) cosa vuol dire letteralmente applicare il tasso minimo o massimo relativo a i dodici mesi precedenti la conclusione del contratto originario?

È l’interpretazione letterale della norma, secondo la quale andrà applicato, per tutta la durata del rapporto, il tasso (massimo/minimo) dei BOT rilevato nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto, senza così effettuare alcuna variazione di detto tasso.

Detta interpretazione, costituirebbe (a detta di molti) un evidente eccesso. Per tale corrente di opinione, il periodo di applicazione dei tali tassi dovrebbe essere limitato all’arco temporale di un anno al massimo, in quanto il presupposto della norma è di remunerare le maggiori o minori somme della quale non si è avuta la disponibilità nelle varie epoche e nel corso del rapporto. Sarebbe difatti paradossale remunerare ad oggi, con tassi di interesse a due cifre (11-13% – si pensi ai tassi tub del 1993); quando nessun altro investimento finanziario (in termini alternativi) potrebbe riconoscere tali remunerazioni.

Ma tali notazioni varrebbero, comunque sia, tanto per gli interessi passivi che per quelli attivi; dunque se la remunerazione sarebbe elevata per gli interessi passivi(a debito del correntista), sarebbe elevata anche per quelli attivi (a credito).

Mantenere il tasso minimo dei BOT per gli interessi debitori dovuti dal cliente al parametro rilevato nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto per tutta la durata del rapporto, si tradurrebbe in un “premio” per la banca, ma di converso se il contratto fosse con saldi attivi il premio sarebbe per il correntista.

Con la conclusione che la disposizione sarebbe comunque in linea con la finalità sanzionatoria dell’art. 6 della L. 154/92 e dell’art. 117 del TUB.

E’ ovvio che una sanzione potrà giustificarsi ed essere ammissibile solo contro quelli istituti che hanno posto in essere un contratto o hanno modificato un vecchio contratto, violando le prescrizioni di cui alla legge154/92 ed in particolare all’art. 117 del TUb.

L’argomento poi più rilevante per giustificare il cambio dei tassi anno per anno potrebbe essere il contrasto con la legge 108/96, al fenomeno dell’usura.

Ma allora, al tempo della norma, il legislatore non si poneva, di certo, tale problematica.

Studio Gatto Barbaranelli

Posted in Peritale.