COSAP – istanza per autotutela

Si riporta una vicenda di addebito di canoni per occupazione del suolo pubblico (effettuato dal Comune di xxxxx ) a fronte del quale lo Studio ha deciso di perseguire una strategia di “comunicazione” verso l’Amministrazione. Nel caso di specie i canoni, che non erano dovuti ab-origine, erano invece pretesi dal Comune in quanto, nel frattempo la pretesa si era cristallizzata.

Il contribuente avrebbe dovuto per tempo impugnare gli atti asseritamente legittimi.

Lo Studio ha analizzato i termini inerenti la prescrizione che debbono intendersi non solamente operanti nei confronti del contribuente/cittadino (si prescrive il diritto alla impugnazione), ma altresì operanti a fronte delle pretese dell’Amministrazione. Difatti il credito deve essere periodicamente ribadito e nuovamente notificato alla controparte; pena la perdita del diritto alla riscossione.

Studio Gatto Barbaranelli

Istanza presentata

Tassi TULB art. 117

La questione dei tassi ART. 117 tub

Se le pattuizioni relative ai tassi di interesse (o in generale le pattuizioni) sono illegittime, o comunque, non sono rintracciabili sul contratto a suo tempo stipulato …… si dovranno applicare le norme si cui alla legge 154/92 riversate nell’art. 117. comma 7 lett. A del TUb (contratti post legge 154/92).

“In caso di inosservanza del comma 4 e nelle ipotesi di nullità indicate nel comma 6, si applicano: a ) il tasso nominale minimo e quello massimo dei buoni ordinari del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del tesoro, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto, rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive;…”.

Dovrà essere applicato, pertanto, dal perito, il tasso nominale minimo dei BOT per le operazioni bancarie attive e quello massimo per le operazioni bancarie passive.

Anche sulla distinzione tra operazioni attive e passive la giurisprudenza si è spesa in differenti interpretazioni; si ritiene che le passive siano quelle di raccolta di fondi che generano interessi passivi, mentre che le attive siano quelle di impiego che determinano la formazione di interessi attivi ed altro.

1) operazioni di raccolta fondi con cui la banca si procura i mezzi monetari necessari alla sua funzione di intermediazione creditizia, dette anche OPERAZIONI PASSIVE in quanto la banca diventa giuridicamente debitrice verso coloro che le forniscono i mezzi; esse determinano il sorgere di costi, costituiti da interessi passivi.

2) operazioni di impiego fondi con cui la banca utilizza i mezzi in suo possesso, dette anche OPERAZIONI ATTIVE in quanto la banca diventa giuridicamente creditrice verso coloro che la finanziano; esse determinano il sorgere di ricavi, costituiti da interessi e commissioni attive, e comportano un rischio che la banca limita attraverso un’oculata selezione dei clienti, un’attenta valutazione delle garanzie ricevute (Astolfi – Negri “Tecnica Bancaria” 1987 pag. 92-93 – copia allegata).

Quindi, correttamente, il Giudice prima, nella formulazione dei quesiti, ed il CTU dopo, nella risposta ai quesiti, devono applicare il tasso dei Bot massimo, ove si tratta di operazioni bancarie passive, cioè nelle “operazioni di raccolta fondi”, con cui la banca si procura i mezzi monetari necessari alla sua funzione di intermediazione creditizia, pagando interessi ai clienti.

Applicherà il tasso minimo alle operazioni che generano pagamenti di interessi dal correntista alla banca.

Ma ad oggi (alla data del ricalcolo) cosa vuol dire letteralmente applicare il tasso minimo o massimo relativo a i dodici mesi precedenti la conclusione del contratto originario?

È l’interpretazione letterale della norma, secondo la quale andrà applicato, per tutta la durata del rapporto, il tasso (massimo/minimo) dei BOT rilevato nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto, senza così effettuare alcuna variazione di detto tasso.

Detta interpretazione, costituirebbe (a detta di molti) un evidente eccesso. Per tale corrente di opinione, il periodo di applicazione dei tali tassi dovrebbe essere limitato all’arco temporale di un anno al massimo, in quanto il presupposto della norma è di remunerare le maggiori o minori somme della quale non si è avuta la disponibilità nelle varie epoche e nel corso del rapporto. Sarebbe difatti paradossale remunerare ad oggi, con tassi di interesse a due cifre (11-13% – si pensi ai tassi tub del 1993); quando nessun altro investimento finanziario (in termini alternativi) potrebbe riconoscere tali remunerazioni.

Ma tali notazioni varrebbero, comunque sia, tanto per gli interessi passivi che per quelli attivi; dunque se la remunerazione sarebbe elevata per gli interessi passivi(a debito del correntista), sarebbe elevata anche per quelli attivi (a credito).

Mantenere il tasso minimo dei BOT per gli interessi debitori dovuti dal cliente al parametro rilevato nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto per tutta la durata del rapporto, si tradurrebbe in un “premio” per la banca, ma di converso se il contratto fosse con saldi attivi il premio sarebbe per il correntista.

Con la conclusione che la disposizione sarebbe comunque in linea con la finalità sanzionatoria dell’art. 6 della L. 154/92 e dell’art. 117 del TUB.

E’ ovvio che una sanzione potrà giustificarsi ed essere ammissibile solo contro quelli istituti che hanno posto in essere un contratto o hanno modificato un vecchio contratto, violando le prescrizioni di cui alla legge154/92 ed in particolare all’art. 117 del TUb.

L’argomento poi più rilevante per giustificare il cambio dei tassi anno per anno potrebbe essere il contrasto con la legge 108/96, al fenomeno dell’usura.

Ma allora, al tempo della norma, il legislatore non si poneva, di certo, tale problematica.

Studio Gatto Barbaranelli

Accertamento –

Nella sezione legale tributario di approfondimenti/news si riporta un caso di accertamento da indagini finanziarie e nello specifico una sentenza che ha accolto il ricorso di un contribuente. L’Amministrazione Finanziaria ha contestato al contribuente, libero professionista, prelievi e versamenti effettuati dallo stesso. Il contribuente ha presentato proprie memorie avverso il PVC della G .d. F. dove si evidenziavano le causali dei presupposti movimenti in nero. Tali memorie non venivano prese in esame. Nel successivo atto di ricorso, effettuato dopo la fase dell’accertamento con adesione, pure questa disattesa, il contribuente segnalava l’intervenuta sentenza della Corte Costituzionale sui prelevamenti n. 228 del 2014, nonché la insussistenza dei rilievi formulati nello stesso PVC in tema di versamenti effettuati. Il ricorso è stato accolto, tra i tanti profili eccepiti, per la essenziale violazione – avvenuta – in tema di diritto alla difesa ed al contraddittorio. Studio Gatto Barbaranelli.

ACCERTAMENTO DA INDAGINI FINANZIARIE –

Si riporta un caso di accertamento da indagini finanziarie e nello specifico una sentenza che ha accolto il ricorso di un contribuente. L’Amministrazione Finanziaria ha contestato al contribuente, libero professionista, prelievi e versamenti effettuati dallo stesso. Il contribuente ha presentato proprie memorie avverso il PVC della G .d. F. dove si evidenziavano le causali dei presupposti movimenti in nero. Tali memorie non venivano prese in esame. Nel successivo atto di ricorso, effettuato dopo la fase dell’accertamento con adesione, pure questa disattesa, il contribuente segnalava l’intervenuta sentenza della Corte Costituzionale sui prelevamenti n. 228 del 2014, nonché la insussistenza dei rilievi formulati nello stesso PVC in tema di versamenti effettuati. Il ricorso è stato accolto, tra i tanti profili eccepiti, per la essenziale violazione – avvenuta – in tema di diritto alla difesa ed al contraddittorio. Studio Gatto Barbaranelli.

SENTENZA – ACCERTAMENTO INDAGINI FINANZIARIE – ACCOGLIMENTO

ACCERTAMENTO UTILI RISTRETTA BASE – LITISCONSORZIO – CESSIONE AZIENDA

Aspetto nodale della pronuncia richiamata è il litisconsorzio necessario tra società e soci, quando la base è ristretta o quando si verte in tema di società di persone. Eccepito e sottolineato dalla difesa. Tale risvolto ha permesso allo Studio ed al Contribuente di evidenziare la mancata notifica dell’atto di accertamento, effettuata verso la società. E di chiedere la dimostrazione della stessa.

A tal proposito il Collegio giudicante ha statuito nel seguente modo:

“La Commissione rileva che la notifica dell’avviso di accertamento posto a base del provvedimento impugnato è elemento essenziale della procedura. Con la sua affermazione la parte ricorrente ha demandato all’Agenzia delle Entrate l’onere di provare l’awenuta notifica, prova che non risulta essere stata data…….”   Studio Gatto Barbaranelli.

SENTENZA – ACCERTAMENTO UTILI RISTRETTA BASE AZIONARIA – ACCOLTA

Studio Gatto Barbaranelli.

ISTANZA DI AUTOTUTELA – PRIMA CASA LUSSO – pre contenzioso tributario

Si riporta un caso affrontato da un contribuente nel quale l’Ufficio ha svolto un accertamento sui requisiti della prima abitazione ai fini della individuazione della stessa come abitazione di lusso. la Legge Tupini del ’69 individuava numerosi criteri ai fini della qualificazione della abitazione di lusso. Nel caso de quò l’abitazione aveva, secondo gli accertatori, una superficie superiore ai 200 mq. Di contro, dalle nostre valutazioni è emerso che la stessa abitazione (villino bifamiliare) aveva una superficie utile sicuramente inferiore alla detta metratura. (La superficie “utile” e la superficie “calpestabile” sono concetti differenti al fine dell’accertamento da prima casa -lusso).

Dunque è stata impostata una strategia relativa alla fase precontenziosa e contenziosa. Lo Studio è molto attento nello svolgere azioni che possano risolvere i conflitti senza portare il contribuente a sostenere costi inutili. Difatti è stata presentata una istanza in autotutela e parallelamente, allo spirare dei termini utili per evitare la cristallizzazione della pretesa, un ricorso presso la CTP di Roma.

La vicenda si è risolta, in seguito, attraverso la istanza in autotutela; detto atto ha convinto l’Ufficio nel rivedere le proprie stime valutative. Studio Gatto Barbaranelli.

 

ISTANZA DI AUTOTUTELA – PRE CONTENZIOSO TRIBURARIO – ACCOLTA

Usura sopravvenuta in corso di rapporto

Sempre più spesso si ricorre allo strumento della verifica della natura del rapporto a suo tempo svoltosi, con riferimento al rispetto della normativa sull’usura e sull’illegittima capitalizzazione degli interessi, avvenuta.

In tema di usura e con riferimento alla rideterminazione delle debitorie in seguito alla verifica dell’applicazione di interessi oltre i limiti legali vigenti (usurari) grande interesse viene rivolto al concetto dell’usura sopravvenuta in corso di rapporto. Studio Gatto Barbaranelli.

(under costruction)